CREDITO DI IMPOSTA SUGLI INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO, RICHIESTE DAL 30 GIUGNO

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento che approva il modello attraverso il quale le imprese potranno richiedere l’accesso agli sconti di imposta previsti dall’ultima manovra per i beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.  A disposizione ci saranno 617 milioni all’anno, fino al 2019. Anche se i paletti da considerare, in fase di pianificazione degli investimenti, saranno molti.

L’agevolazione prende le mosse dalla Legge di Stabilità 2016, con la quale il Governo ha introdotto una misura pensata per incentivare gli investimenti nelle aree del Paese a più bassa crescita. La manovra, per la precisione, ha stanziato 617 milioni all’anno, a decorrere dal primo gennaio del 2016 e per tre anni, fino al 31 dicembre del 2019. Il bonus ha carattere automatico e questo lo rende particolarmente interessante per gli imprenditori che intendano usufruirne.

Il credito d’imposta, nello specifico, sarà fruibile da parte dei soggetti titolari di reddito d’impresa e potrà essere utilizzato con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di leasing, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

Il credito d’imposta spetta per gli investimenti relativi alle seguenti categorie di beni:

  • macchinari, impianti, diversi da quelli infissi al suolo, e attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale (primo comma, voci B.II.2 e B.II.3, dell’articolo 2424 del codice civile), destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali interessate
  • programmi informatici per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese
  • brevetti relativi a nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva. Per le grandi imprese, gli investimenti in questi beni sono agevolabili nel limite del 50% del complesso degli investimenti agevolati per il medesimo periodo d’imposta.

Lo sconto potrà essere utilizzato solo in compensazione e soltanto attraverso i servizi telematici dell’Agenzia. Ma, soprattutto, dovrà fare riferimento a macchinari nuovi: “Gli investimenti – spiega l’amministrazione fiscale – sono agevolabili se il bene presenta il requisito della novità. Restano, pertanto, esclusi gli investimenti per beni a qualunque titolo già utilizzati”.

Le uniche esclusioni vengono elencate dal Ministero dell’Economia: “Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo”.

L’agevolazione non si applica neppure alle imprese in difficoltà. E non vale per alcune categorie di beni, come quelli classificabili in voci di bilancio diverse da quelle previste dalla legge di Stabilità, come gli immobili e gli autoveicoli.

Le imprese interessate a godere dell’agevolazione devono presentare la comunicazione esclusivamente in via telematica, tramite i servizi Fisconline o Entratel, a partire dal 30 giugno 2016, direttamente o attraverso gli intermediari incaricati quali professionisti, associazioni di categoria, Caf e altri soggetti.  La trasmissione telematica avviene utilizzando il software “Creditoinvestimentisud”, che sarà disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta si determina applicando all’ammontare delle spese agevolabili (investimento netto) le intensità di aiuto nella misura massima stabilita dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2007-2013.

La formula per il calcolo è la seguente:

credito d’imposta = investimento netto x intensità di aiuto

Occorre, inoltre, tener conto:

  • delle maggiorazioni per la piccola o media impresa, se applicabili
  • del massimale di aiuti corretto, nel caso di grandi progetti d’investimento.

Il beneficiario deve, comunque, partecipare all’investimento con un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili o attraverso proprie risorse o mediante finanziamento esterno (in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico).

Bisogna, comunque, considerare che il beneficiario dovrà partecipare all’investimento con un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili, o attraverso proprie risorse o mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico. In sostanza, chi accede ad altri finanziamenti statali o regionali sarà tagliato fuori dallo sconto.

Vanno, infine, ricordate le regole sul cumulo. Il credito d’imposta non può essere cumulato con altre agevolazioni “de minimis”, se il cumulo determina il superamento, nell’arco di tre esercizi, della soglia massima complessiva di 200mila euro. Per il calcolo del rispetto del limite triennale, gli aiuti si considerano concessi nel momento in cui all’impresa è accordato il diritto di riceverli.

 

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