I giovani fanno impresa e aprono startup. Ma non hanno una formazione adeguata. Vogliamo aiutarli con uno STARTUP CAMP ! (di Oronzo Amorosini)

Nel panorama delle nuove imprese, oltre ai (pochissimi) casi fortunati di chi viene acquistato da grandi holding o finanziato da business angel, c’è uno miriade di realtà che punta tutto su se stesso, sulla propria idea e su ciò che sa fare.

Persone dall’atteggiamento creativo – nell’imprenditoria di oggi è quasi una condizione necessaria – che hanno deciso di inventarsi un lavoro. Ma sono preparate ad affrontare gli aspetti di gestione della loro nuova impresa? E come risolvono tutte le necessità che vanno oltre quella fantastica idea di business che hanno avuto?

Sviluppare e promuovere l’educazione all’imprenditorialità è stato per molti anni uno degli obiettivi politici chiave delle istituzioni europee e degli stati membri. Infatti, nel contesto degli alti tassi di disoccupazione giovanile, della crisi economica e dei rapidi cambiamenti dovuti alla complessità delle nostre economia e società basate sulla conoscenza, le competenze trasversali come l’imprenditorialità sono essenziali non solo per forgiare le mentalità dei giovani, ma anche per fornire le competenze, conoscenze e attitudini che sono centrali per lo sviluppo di una cultura imprenditoriale in Europa. Tuttavia, sebbene alcuni paesi siano già da più di un decennio impegnati a dare impulso all’educazione all’imprenditorialità, altri stanno partendo solo ora.

Secondo il rapporto L’educazione all’imprenditorialità a scuola in Europa  pubblicato la settimana scorsa da Eurydice (http://ec.europa.eu/eurydice), dei 38 sistemi educativi presi in esame, nel 2014/15 undici avevano una specifica strategia sull’educazione all’imprenditorialità, mentre 18 avevano una strategia più generale che copriva anche altre aree. Nove (tra questi purtroppo c’è l’Italia) non avevano strategie nazionali di rilievo in questo campo.

 

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Sebbene più della metà dei paesi europei assegni allo sviluppo dell’educazione all’imprenditorialità sia finanziamenti nazionali che europei, in Europa un flusso di finanziamenti stabili e a lungo termine ancora non è stabilito.

Mentre la maggioranza dei paesi riporta di integrare l’educazione all’imprenditorialità nei propri curricoli, raramente raccomanda ai propri insegnanti particolari metodi di insegnamento/apprendimento e, di conseguenza, lascia loro una grande autonomia in questo campo. Quando ci sono delle linee guida, queste si riferiscono generalmente al livello secondario superiore generale.

Per quanto riguarda il nostro Paese, a parte l’esperienza di Junior Achievement, nata nel 1919 negli Stati Uniti d’America, e in Italia dal 2002, è la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economica dei giovani (in Puglia è promossa da UNISCO – Network per lo sviluppo locale)  non vi sono programmi strutturati e strategie finalizzate all’educazione all’imprenditorialità.

Anche in Puglia, il programma “Diritti a Scuola”, non prevede la possibilità di inserire curriculi di educazione all’imprenditorialità. Peccato: un’altra occasione persa !

Ma vale la pena di dare la colpa al sistema ? Se è vero che il successo di un’idea arriva quando incontra un bisogno sul mercato ancora non soddisfatto, qui c’è un grande bisogno: quello di formazione. Il sistema formativo italiano è obsoleto e non è possibile pensare che un 25enne che già lavora si iscriva un corso universitario di economia aziendale o marketing: verrebbe meno la scelta di impresa che ha fatto.

È necessaria una formazione che cammini con la nuova impresa, che aiuti a capire i costi e le possibilità di guadagno da idee creative e innovative

È sicuramente necessaria una formazione che cammini con la nuova impresa, con la startup, che diventi uno “step di lavoro” senza sottrarre operatività.

Proprio in questa ottica Costruire Sviluppo:

Crede in una formazione creativa ma nello stesso tempo concreta che permetta di arrivare a capire come una proposta di mercato vada valutata al di là dell’innovazione che può procurare a chi ne usufruisce.

Crede in una formazione accessibile e alla portata di tutti, in termini di costi per permettere a tutti, soprattutto ai giovani di accedere a quelle competenze necessarie a valutare se la loro idea di impresa può funzionare senza rimetterci tempo, sudore, sangue e sodi.

Crede in una formazione diffusa, cioè nella propagazione e disseminazione di conoscenze e competenze nell’agire quotidiano.

Crede in una formazione che abbatta il tabù del fallimento, inteso non come la sconfitta definitiva del neo imprenditore ma come un temporaneo arresto o un passo falso nel percorso di vita o professionale.

Per questo motivo Costruire Sviluppo, con ELAB POINT Formazione e Orientamento e ASSOIMPRESE ha progettato un percorso, rivolto a startupper, aspiranti imprenditori, manager, liberi professionisti, imprenditori, operatori del no profit che necessitano di progettare, valutare e implementare nuove iniziative imprenditoriali, nuovi modelli di business o progetti di miglioramento aziendale, dal titolo STARTUP CAMP (scarica il programma: STARTUPCAMP e la scheda di iscrizione: scheda_iscrizione_STARTUP CAMP) in cui offriamo, in 7 giornate per 40 ore, strumenti per la creazione di startup e imprese innovative con un approccio pratico ed operativo a costi veramente contenuti.

Per noi riflettere sulla formazione per le nuove imprese sembra banale, ma non lo è. E potrebbe evitare che quelle startup che ogni anno chiudono siano le stesse fondate l’anno prima.
Perché al di là dei sogni, fare impresa è l’atto meno filosofico che ci sia.

Per info

Segreteria organizzativa

Dott. Gianluigi CALÒ

347 136 30 25

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